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Attacchi di panico

 

Attacchi di panico: quando la paura arriva all’improvviso

 

Un attacco di panico può comparire senza alcun preavviso. In pochi minuti il cuore accelera, il respiro cambia, il corpo sembra non rispondere più come sempre. Molte persone raccontano di aver pensato, durante il primo episodio, di avere un infarto, di perdere il controllo o addirittura di morire.

 

Anche quando gli accertamenti medici escludono una causa organica, l’esperienza resta profondamente spaventosa. È proprio questa paura che spesso porta a vivere nell’attesa che possa accadere di nuovo.

 

 

 

 

 

 

Come si manifesta un attacco di panico

 

Gli attacchi di panico raggiungono generalmente il loro picco nell’arco di pochi minuti e possono comprendere sintomi come:

 

* tachicardia o palpitazioni;

* difficoltà a respirare o sensazione di soffocamento;

* vertigini o instabilità;

* tremori;

* sudorazione intensa;

* senso di irrealtà o di distacco da sé;

* paura di perdere il controllo, impazzire o morire.

 

Tra un episodio e l’altro, molte persone continuano a vivere in uno stato di costante allerta, osservando ogni minima sensazione del proprio corpo con il timore che possa essere l’inizio di un nuovo attacco.

 

Quando la paura cambia le abitudini

 

Spesso il problema non è rappresentato soltanto dagli attacchi di panico, ma da ciò che accade dopo.

 

Per evitare di sentirsi nuovamente in pericolo, alcune persone iniziano a modificare la propria vita: evitano i mezzi pubblici, i luoghi affollati, i viaggi, i centri commerciali o qualsiasi situazione dalla quale immaginano possa essere difficile allontanarsi.

 

Queste rinunce possono offrire un sollievo immediato, ma con il tempo rischiano di limitare sempre di più la libertà personale e di rafforzare la convinzione di essere vulnerabili.

 

Oltre la paura dell’attacco

 

Chi ha vissuto un attacco di panico desidera soprattutto che non si ripeta. È un desiderio comprensibile. Tuttavia, quando tutta l’attenzione si concentra sull’evitare un nuovo episodio, la paura finisce spesso per occupare uno spazio sempre maggiore.

 

Gli attacchi di panico non sono semplicemente una reazione eccessiva del corpo. Possono rappresentare il momento in cui un equilibrio, costruito nel tempo, non riesce più a contenere tensioni, emozioni o conflitti che fino ad allora erano rimasti sullo sfondo.

 

Guardare agli attacchi di panico solo come a qualcosa da eliminare rischia di lasciare senza risposta la domanda più importante: perché proprio in quel momento della vita il corpo ha iniziato a parlare in questo modo?

 

Un percorso di psicoterapia può aiutare a comprendere il significato di questa esperienza e a ridurre, progressivamente, la paura che essa continui a condizionare la vita quotidiana.

 

Quando può essere utile chiedere aiuto

 

Può essere utile rivolgersi a uno psicoterapeuta quando gli attacchi di panico si ripetono, quando il timore di averne un altro porta a evitare luoghi o situazioni oppure quando l’ansia anticipatoria rende difficile vivere con serenità il lavoro, gli affetti o il tempo libero.

 

Intervenire precocemente permette spesso di evitare che la paura si estenda progressivamente ad ambiti sempre più ampi della vita.

​Primo colloquio

 

Se gli attacchi di panico stanno influenzando la tua quotidianità o senti di vivere con la costante paura che possano ripresentarsi, il primo colloquio rappresenta uno spazio in cui raccontare ciò che stai vivendo, chiarire la tua richiesta e valutare insieme se intraprendere un percorso di psicoterapia.

Milano

Dott.ssa Daniela Canosa

 

Psicologa e Psicoterapeuta a Milano 

Via Pergolesi, 6, 20124, Milano
       

+39 3487849639

d.danielacanosa@gmail.com      

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