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Stress e Burnout

Stress e burnout: quando la fatica non passa più

E’ cosa nota: lo stress fa parte della vita. Un periodo intenso al lavoro, una difficoltà familiare o un cambiamento importante possono richiedere energie e capacità di adattamento.

Nella maggior parte dei casi, quando la situazione si risolve, anche la tensione diminuisce.

A volte, però, lo stress diventa costante.

Ci si sente sempre sotto pressione, si fa fatica a recuperare le energie e anche le attività che prima davano soddisfazione sembrano diventare un peso.

Quando questa condizione si prolunga nel tempo, può evolvere in una forma di esaurimento psicofisico che viene definita burnout.

Stress e burnout: qual è la differenza?

Lo stress è una risposta naturale dell’organismo alle richieste dell’ambiente. Può essere intenso ma temporaneo.

Il burnout, invece, è il risultato di uno stato di stress prolungato che porta progressivamente a sentirsi svuotati, emotivamente esausti e meno coinvolti in ciò che si fa.

Non riguarda soltanto il lavoro. Anche situazioni di cura, responsabilità familiari o periodi di forte pressione possono contribuire a creare una condizione di profondo esaurimento.

Come si manifestano

Ogni persona vive lo stress in modo diverso, ma alcuni segnali sono frequenti:

* stanchezza persistente;
* difficoltà di concentrazione;
* irritabilità;
* insonnia o sonno non ristoratore;
* sensazione di non riuscire mai a “staccare”;
* perdita di motivazione;
* difficoltà a provare interesse o soddisfazione.

Con il tempo può comparire la sensazione di funzionare “con il pilota automatico”: si continua a fare tutto ciò che è necessario, ma con sempre meno energie e coinvolgimento.

Quando fermarsi diventa difficile

Molte persone arrivano a sentirsi esauste senza essersi mai accorte di quanto stessero accumulando.

Abituarsi a essere sempre disponibili, a chiedere molto a se stessi o a mettere costantemente i bisogni degli altri prima dei propri può sembrare normale per molto tempo. Finché il corpo e la mente iniziano a dare segnali sempre più difficili da ignorare.

In questi casi non è soltanto la quantità di impegni a creare il problema. Spesso entrano in gioco modalità profonde di vivere le responsabilità, il senso del dovere, il bisogno di non deludere gli altri o la difficoltà a riconoscere i propri limiti.

Per questo motivo ridurre gli impegni può essere utile, ma non sempre è sufficiente. Se il modo di rapportarsi a se stessi rimane lo stesso, il rischio è che la sensazione di sovraccarico si ripresenti nel tempo.

Un percorso di psicoterapia può offrire uno spazio per comprendere questi meccanismi e costruire un equilibrio più sostenibile, senza vivere costantemente nella sensazione di dover reggere tutto


Quando può essere utile chiedere aiuto

Può essere utile rivolgersi a uno psicoterapeuta quando la stanchezza non passa nemmeno dopo periodi di riposo, quando il lavoro o gli impegni quotidiani sembrano assorbire ogni energia o quando ci si accorge di non riuscire più a trovare spazio per sé stessi.

Intervenire prima che il senso di esaurimento diventi ancora più profondo permette spesso di recuperare con maggiore facilità il proprio equilibrio.

Milano

Dott.ssa Daniela Canosa

 

Psicologa e Psicoterapeuta a Milano 

Via Pergolesi, 6, 20124, Milano
       

+39 3487849639

d.danielacanosa@gmail.com      

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